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Per tutta l'adolescenza non mi sono granché preoccupato di cosa indossare per fronteggiare il freddo durante le uscite invernali in moto. Pensavo più che altro a proteggere la mia pellaccia dalle cadute, dato che a 14 anni ero finito in ospedale con un braccio rotto e la schiena scorticata.

Oggi invece, alla soglia degli "anta", non aprirei neanche la saracinesca del garage senza un outfit sufficientemente caldo.

Il mio primo giubbotto tecnico l'ho acquistato all'età di 17 anni: un modello in tessuto poliammide, smanicabile e dotato di trapunta interna removibile in poliestere, dunque adattabile a tutte le stagioni. Lo vidi casualmente in un negozio specializzato della mia città, e me ne innamorai perdutamente.

Non lo indosso da molto tempo ormai, tuttavia non ho mai avuto il coraggio di venderlo, nonostante, in quanto a protezione dal freddo, non è particolarmente efficace...o meglio, non più di un normalissimo piumino. All'epoca andavo a scuola, e dunque non avevo un budget da poter destinare all'abbigliamento tecnico, così per migliorare le performance della giacca, mi arrangiavo abbinando una maglia intima in pura lana al classico dolcevita, che proprio in quel periodo - erano gli anni 90 - era tornato di moda.

Un piccolo trucco "anti-freddo", assai diffuso fra i motociclisti di quel periodo, in quanto economico ma efficace, era quello di inserire uno o più fogli di giornale proprio sotto il giubbotto, così da impedire all'aria fredda di penetrare attraverso i vestiti.

In tutta onestà non ho mai sentito la necessità di verificare l'efficacia di tale stratagemma: a quell'età, difficilmente mi allontanavo dalla mia città, oltretutto essendo questa ubicata a soli 160 m s.l.m, la colonnina di mercurio raramente scende sotto i 5°.

Solo quando raggiunsi la giusta autonomia economica, potei investire un pò dei miei guadagni nell'acquisto dell'abbigliamento tecnico invernale, e dunque rendermi conto di quanto esso sia effettivamente importante. Scelsi prodotti di marchi blasonati, questo perché ho sempre attribuito una grande importanza alla sicurezza, e penso che i capi più performanti, in tal senso, siano quelli confezionati dai produttori con un lungo background in termini di ricerca e sviluppo, attivi nel mondo delle competizioni.

L'OUTFIT IDEALE

L'introduzione - anche nel settore motociclistico - di filati sintetici, innovativi e altamente tecnologici, ha permesso, negli ultimi 20 anni, di migliorare molto la capacità termoisolante dell'abbigliamento tecnico per motociclisti, dunque oggi, abbinando i capi giusti, il freddo non è più un problema.

Ma qual è l'outfit ideale per andare in moto d'inverno ? Beh ognuno di noi ha una percezione differente del freddo, dunque, a parer mio, non esiste un "assetto universale". C'è da dire inoltre che per ogni uscita vanno considerati fattori importanti come il tragitto da percorrere, la meta da raggiungere, e anche la moto che si guida: alcuni modelli sono infatti privi di carenatura, altri invece dotati di ampi parabrezza e di manopole e sella riscaldabili.

IL MIO OUTFIT INVERNALE

L'outfit che uso per andare in moto nei mesi più freddi dell'anno, ovvero tra dicembre e marzo/aprile, lo definirei "medio-caldo", in quanto più protettivo per la parte superiore del corpo e un pò meno invece per le gambe che però, nel mio caso, sono parzialmente protette dalla carenatura. Vediamo insieme quali sono i capi che ho acquistato:

GIACCA - Per le mie uscite invernali in moto ho scelto una giacca in pelle bovina pieno fiore, ovvero il materiale che protegge meglio, non solo dalle abrasioni in caso di caduta, ma anche dall'azione del vento. Internamente il modello che ho scelto è equipaggiato con una fodera termica caratterizzata da tessuto in nylon e imbottitura in poliestere removibile, che lo rende dunque utilizzabile anche nei mesi primaverili/autunnali. Sono ormai svariati anni che lo uso e posso dirmi veramente soddisfatto dell'isolamento termico che questo capo è in grado di offrire, soprattutto quando abbinato ad una maglia windstopper.

JEANS DA MOTO - Non è probabilmente la soluzione migliore per proteggere le gambe da eventuali cadute, e neanche dal freddo, ma dato che il motore della mia moto scalda come una fornace, e che adoro la grande comodità e versatilità che caratterizza questo tipo di prodotto, ho optato per il buon vecchio tessuto denim. La presenza all'interno di rinforzi in maglina in fibra di KEVLAR rende i jeans da moto, leggermente più caldi di quelli normali, e dunque rappresentano comunque un upgrade rispetto a questi ultimi. Per approfondire l'argomento jeans clicca qui.

MAGLIA, PANTALONI E SOTTOGUANTI IN WINDSTOPPER - Il dolcevita che usavo da adolescente, ha lasciato il posto ad una maglia in windstopper: uno speciale tessuto laminato, traspirante, ma antivento. Si tratta di un prodotto molto pratico in quanto permette di ridurre al minimo gli strati, garantendo al tempo stesso un efficace isolamento termico. Mi basta indossarlo sopra una normale maglietta in cotone per godere di un buon isolamento. In un secondo momento ho poi aggiunto anche i pantaloni - o meglio i sottopantaloni - e i sottoguanti dello stesso materiale. Entrambi li uso però maggiormente in occasione di uscite a lungo raggio.

SOTTOCASCO - Io lo reputo un accessorio fondamentale per andare in moto d'inverno, il più efficace per scongiurare raffreddori, mal di gola, colpi d'aria, febbre e tutte le conseguenze tipiche delle uscite invernali in moto. All'inizio li prendevo in cotone, ma poi ne ho acquistato uno in micropile e mi sono trovato ancora meglio.

GUANTI - Anche in questo caso ho scelto la pelle, del resto non poteva essere diversamente dato che avrei dovuto usarli in abbinamento al giubbotto. I guanti che ho acquistato sono abbastanza caldi e solo in rare occasioni ho sentito la necessità di aggiungere i sottoguanti in windstopper.

SCARPE - Per quanto riguarda l'isolamento dei piedi, mi sono invece affidato ad un paio di stivaletti waterproof - ovvero impermeabili - in microfibra e pelle scamosciata. Li uso in abbinamento ad un paio di calze tecniche traspiranti con inserti in pura lana Merinos. Così facendo, per i miei piedini da ballerina (43), è come se fosse estate. Clicca qui per l'eggere la recensione degli ultimi stivaletti che ho acquistato.

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