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Cos'è il quick shifter ? A cosa serve e...come funziona ? Vale la pena installarlo su una moto stradale ? L'idea di trattare l'argomento mi è balenata in mente domenica scorsa, al rientro da una breve passeggiata in solitaria con la mia fedele R6.

Stavo percorrendo l'autostrada A18, precisamente lo "sgangherato" tratto tra Giardini Naxos e Giarre, quando, durante un sorpasso - dunque in piena fase di accelerazione - si è improvvisamente manifestata una leggera ma inquietante sbacchettata (wobble in gergo tecnico).

Il motore aveva superato i 10.500 giri/min, l’avantreno era parzialmente scarico, sentivo la ruota anteriore sfiorare l’asfalto, che proprio in quel punto era molto sconnesso. Stavo per inserire la terza marcia, quando l'avantreno ha iniziato ad oscillare attorno al suo asse di rotazione.

Il buonsenso mi ha portato ad alleggerire immediatamente il gas, e ad evitare dunque il cambio marcia in quella pericolosa situazione. Mollare la presa sul manubrio sinistro per afferrare la leva della frizione (e tirarla), avrebbe potuto infatti peggiorare la situazione, e aumentare dunque il rischio di perdere il controllo della moto.

L'episodio mi ha fatto riflettere molto sull'importanza di mantenere ben salde le mani sul manubrio, soprattutto in assenza di un ammortizzatore di sterzo e durante una fase critica come quella del cambio marcia...e sul fatto che ciò è praticamente impossibile se non si dispone di un cambio elettronico.

DAI CIRCUITI ALLE STRADE - Fino a 10 anni fa, il cambio elettronico - o quick shifter - era un accessorio strettamente legato al mondo delle competizioni, e per questo abbastanza raro da trovare su motociclette stradali. Oggi invece molti costruttori forniscono il dispositivo di serie (o come optional) su alcuni dei loro modelli.

A portarlo in dote non sono solo motociclette dal DNA corsaiolo come le supersportive o le sport touring, ma anche veicoli più "tranquilli" come le poliedriche crossover e le briose scrambler. Questo probabilmente perchè ci si è resi conto che il cambio elettronico, non solo contribuisce a rendere la guida più efficace in pista, ma la rende anche più piacevole e sicura a prescindere dalla destinazione d'uso del veicolo.

A COSA SERVE IL CAMBIO ELETTRONICO - Come ben sai per cambiare marcia il guidatore deve compiere una serie di operazioni, ovvero chiudere il gas, tirare la leva della frizione ed inserire il rapporto spostando con il piede la leva del cambio. La somma dei tempi necessari a compiere ciascuna operazione, produce un "allungamento" del tempo di accelerazione e il calo del regime di rotazione del motore. La funzione del quick shifter (o cambio elettronico) è quella appunto di migliorare questi due aspetti, permettendo dunque al guidatore di passare al rapporto successivo senza necessariamente dover chiudere il gas, e senza dover tirare la leva della frizione. Quest’ultima viene dunque utilizzata solo per partenze, fermate e scalate.

Chi vuole tuttavia eliminare l’uso della frizione anche in scalata, può farlo scegliendo un modello di cambio dotato di funzione blipper, che consente, appunto, di scendere di rapporto senza distruggere gli organi del cambio. Tale dispositivo - sul quale non mi soffermero in questo articolo - può però essere installato solo su alcune motociclette di recente produzione, ovvero quelle dotate di acceleratore Ride-by-Wire.

COME È FATTO E COME FUNZIONA - Gli elementi che compongono i “kit cambio elettronico” reperibili in commercio, sono essenzialmente due: un sensore (cella di carico), da installare sull'asta di rinvio del cambio, e una centralina in grado di gestire i tempi di taglio dell'accensione. Il primo può essere monocanale, ovvero in grado di lavorare solo a compressione, o doppio canale, in grado cioè di funzionare sia in compressione che in estensione (dunque idoneo anche per la funzione blipper).

La centralina è appunto il cervello del dispositivo; essa riceve l'impulso dal sensore, lo interpreta, ed interrompe l'alimentazione delle bobine d'accensione rispettando i tempi impostati dall'utente in fase di settaggio, rendendo dunque possibile l’inserimento del rapporto anche con il gas spalancato e senza tirare la frizione.kit cambio elettronico quickshifter

È possibile reperire soluzioni alternative, come ad esempio quelle proposte dai produttori di moduli aggiuntivi per la taratura dell'iniezione elettronica. Alcune di esse sono infatti predisposte per il collegamento plug-and-play dei sensori prodotti dalle stesse aziende e acquistabili separatamente, e ne permettono un accurato settaggio via software.

Per alcune moto è inoltre possibile acquistare dei kit composti da un software più cablaggio specifico, che consentono il reflash della ECU, con la possibilità oltre che di elaborare e caricare le mappe iniezione, di abilitare alcune funzioni come appunto quella che consente di gestire un sensore quick shifter. Una volta attivata tale funzione e settati i vari parametri, sarà sufficiente acquistare e collegare quest'ultimo alla ECU tramite l'apposito cablaggio contenuto nel kit.

I cambi elettronici più sofisticati offrono la possibilità di regolare la sensibilità del sensore, di differenziare i tempi di taglio in funzione dei giri motore, e di autoregolarli anche in virtù della forza applicata sulla leva del cambio. Riescono inoltre a gestire separatamente ogni cilindro, tagliando la corrente in modo graduale, dunque spegnendoli e riaccendendoli uno per volta invece che tutti contemporaneamente. Queste caratteristiche fanno si che gli organi di trasmissione (primaria, secondaria e finale) vengano stressati il meno possibile.

I PRO - I vantaggi del cambio elettronico sono molteplici. Il dispositivo permette l’inserimento molto più rapido dei rapporti, il che si traduce in un consistente miglioramento delle performance in pista. Su strada invece il quick shifter offre una migliore esperienza di guida aumentando il comfort di marcia, e rendendo dunque il tragitto complessivamente più piacevole e rilassante.

Ad aumentare, in entrambi i casi, è anche la sicurezza, in quanto il guidatore non ha più alcun motivo di allentare la presa sul manubrio in fase di accelerazione, e ciò si traduce dunque in minori scuotimenti dello sterzo e dunque in una maggiore stabilità del veicolo.

I CONTRO - Nell'uso stradale la riduzione del tempo di accelerazione si traduce in un sensibile aumento della velocità. In sostanza, infrangere i limiti sarà più facile...attenzione quindi, soprattutto in città ! C'è poi l'aspetto legato all’usura degli organi di trasmissione: questo potrebbe essere maggiore se il dispositivo è di scarsa qualità o se la sua taratura non viene eseguita in modo accurato.

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