pneumatico_posteriore_moto_consumato_tela_esposta

Stamattina, mentre scorrevo la timeline di una pagina Facebook alla quale sono da tempo iscritto, mi sono imbattuto nella seguente domanda: "Con la gomma posteriore riesco a percorrere circa 5.000 km prima di sostituirla, con l'anteriore invece 10.000. È normale..?"

Pochissime le risposte corrette - seppur molto vaghe - tantissime invece quelle errate, alcune delle quali davvero assurde. Qualcuno - mi auguro in vena ironica - ha attribuito le cause del fenomeno al posizionamento (sulla ruota anteriore) del contachilometri, qualcun altro ha invece accusato gli pneumatici e suggerito, al contempo, la sostituire con altri più "seri".

Alla luce di tutto ciò ho dunque deciso di affrontare l'argomento, dedicando ad esso un articolo che fino a ieri ritenevo quasi del tutto superfluo, ma che evidentemente non lo è affatto. Di seguito cercherò dunque di spiegare in modo semplice quali sono le cause che determinano, su tutte le moto (turistiche, sportive, enduro, cross ecc.), il maggior consumo dello pneumatico posteriore rispetto a quello anteriore.

LE FORZE IMPUTATE

Durante il loro utilizzo gli pneumatici subiscono importanti stress termico-meccanici. Questi sono generati dalle numerose forze fisiche (longitudinali, trasversali e normali) che agiscono sulla loro struttura.

La forza che genera l'usura del battistrada si chiama attrito ed è originata dalle forze di adesione (o coesione) tra materiali in reciproca interazione. Essa si oppone allo scivolamento, alla rotazione e al rotolamento di un corpo su una superficie, ed in funzione di tali condizioni può essere di due tipi: radente o volvente.

L'attrito radente viene ulteriormente distinto in statico e dinamico. Il primo si manifesta tra superfici in quiete reciproca, e rappresenta la forza che occorre vincere per far si che una delle due inizi a scorrere sull'altra. Il secondo invece si manifesta tra superfici in moto relativo, e rappresenta la forza che occorre sovrastare affinchè una delle due superfici continui a scorrere sull'altra.

L'attrito volvente è invece la forza che si oppone al rotolamento di un corpo su una superficie, ed è dovuto alla deformazione elastica delle aree a contatto. Esso è legato all'attrito radente statico, senza il quale il rotolamento non potrebbe mai avere inizio.

IL POSTERIORE E' PIU' SOLLECITATO

slittamento ruota posteriore accelerazioneLe forze di attrito si alternano sul battistrada di entrambi gli pneumatici (anteriore e posteriore), in funzione della condizione di marcia (veicolo fermo, veicolo in movimento, accelerazioni, decelerazioni).

Durante la fase di accelerazione, e quando il veicolo è in movimento, il battistrada della ruota posteriore, che su tutte le moto e gli scooter è quella che scarica a terra l'energia generata dal motore, subisce delle sollecitazioni maggiori rispetto all'anteriore. La stessa cosa avviene durante la decelerazione, fase in cui subentra il momento frenante prodotto dal freno motore. 

Per contro l’anteriore è più sollecitato in frenata, ma tali sollecitazioni raramente riescono a compensare la differenza di usura fra i due battistrada. Ciò si potrebbe verificare su motociclette molto pesanti ed equipaggiate con motori in grado di erogazione la potenza in modo dolce e progressivo. Una condotta di guida morigerata, ovvero priva di accelerazioni e frenate particolarmente vigorose, può tuttavia attenuare il fenomeno.

In definitiva, il maggiore consumo dello pneumatico posteriore, è dunque provocato dai continui e inevitabili micro-scorrimenti del battistrada sulla superficie del terreno, un fenomeno fisico assolutamente normale e inevitabile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA