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I veicoli a due ruote si sporcano con grande facilità, facciamocene una ragione ! Basta passare su un rivolo d'acqua per tramutare una fiammante supersportiva, in un "trattore" al termine di una intensa giornata lavorativa. Se su un mezzo da fuoristrada, come ad esempio una moto da cross, da enduro, od anche una enduro stradale, la presenza di qualche traccia di fango può aumentarne il fascino, sui modelli prettamente stradali accade l'esatto contrario.

E così, chi, come il sottoscritto, soffre (quasi) atrocemente nel vedere la propria cavalcatura in condizioni poco consone alle raffinatezze tecnico/estetiche che la caratterizzano, è costretto a dedicarsi, con una certa frequenza, alle operazioni di pulizia.

Viste le numerose parti meccaniche esposte, pulire bene una motocicletta è un'operazione un pò "antipatica" che richiede tempo e pazienza; determinanti a tal proposito sono la frequenza di lavaggio, il metodo adottato, e il grado di pulizia che si vuole ottenere.

In questo breve articolo ti descriverò la procedura che mi permette di ottenere un ottimo risultato in tempi ragionevoli e, soprattutto, nel pieno rispetto di tutte le parti (meccaniche ed elettriche) che compongono il veicolo. Buona lettura !

A MANO O CON L'IDROPULITRICE ?

Voglio innanzi tutto iniziare affrontando una questione molto dibattuta fra gli utenti delle due ruote, ovvero quella che riguarda l'impiego dell'idropulitrice, con la quale è possibile effettuare un eccellente lavaggio in tempi estremamente ridotti. Essendo l'efficacia di tale macchina basata sull'azione meccanica, esercitata sulla superficie trattata, da un getto d'acqua ad alta pressione, non tutti sono d'accordo sul suo utilizzo. Io sono uno di questi, ritengo infatti che l'azione, ripetuta nel tempo, dell'acqua ad alta pressione possa:

  1. Erodere gli adesivi e lo smalto delle parti verniciate, producendo su di esse ampie aree opache;
  2. Danneggiare componenti di piccole dimensioni come gli o-ring della catena di trasmissione, accorciandone dunque la durata;
  3. Danneggiare alcuni componenti dell'impianto elettrico e/o favorire l'ossidazione dei connettori non impermeabilizzati;

COME PULIRE LA TUA MOTO A MANO

A questo punto ti starai probabilmente chiedendo come poter lavare bene e in breve tempo la tua moto, senza utilizzare usare l'idropulitrice. Di seguito ti descriverò il metodo che ho messo a punto, e che mi permette di ottenere un buon risultato salvaguardando ogni parte del veicolo. Esso prevede le seguenti sei fasi: preparazione, sgrassamento, lavaggio, asciugatura, pulizia catena, ingrassaggio catena e applicazione cera protettiva. Vediamole in dettaglio:

1. PREPARAZIONE - Per un buon risultato è fondamentale effettuare il lavaggio con temperature atmosferiche non eccessivamente elevate, ed evitare di esporre il veicolo alla luce diretta del sole. Entrambe le condizioni possono infatti causare l'asciugatura troppo rapida delle superfici, e dunque favorire la formazione su di esse di antiestetici aloni. In genere preferisco dedicarmi al lavaggio della moto nel pomeriggio...

Occorre poi rimuovere gli oggetti, i documenti e la trousse degli attrezzi generalmente stoccati nel (o nei) vano sottosella del veicolo, per evitare che si bagnino, e tappare l'ugello del terminale di scarico, che altrimenti favorirebbe l'ingresso dell'acqua al suo interno.

Poter disporre la moto con entrambe le ruote staccate dal suolo, permette una agevole e migliore pulizia dei cerchi, operazione possibile solo utilizzando una coppia di cavalletti alzamoto. Per lavare bene, e in breve tempo, la moto è naturalmente importante poter disporre di un agevole punto d'accesso all'acqua, di una cordina, nonchè dei seguenti prodotti:

  1. Secchio;
  2. N.2 Spugne (una per la meccanica, l'altra per la carenatura);
  3. Pennello a setole morbide;
  4. Qualche straccio;
  5. Carta assorbente;
  6. Panno in microfibra;
  7. Sgrassante/detergente universale per auto o moto;
  8. Shampoo per auto o moto;
  9. Cera liquida;
  10. Panno per lucidatura;

2. SGRASSAMENTO - La fase più difficile e antipatica consiste nella rimozione di tutte le tracce di grasso catena che si depositano in genere sul forcellone, sul codone, sul cerchio posteriore, ma anche sul monoammortizzatore, sui relativi leveraggi e nell'area attigua al pignone. Per eliminarle rapidamente e con poca fatica, mi affido a un prodotto apposito. Nello specifico si tratta di uno sgrassante/detergente (o pulitore) universale, privo di solventi, la cui funzione è quella di aggredire lo sporco ostinato salvaguardando al tempo stesso le vernici e tutti i materiali delle parti trattate, siano essi alluminio o plastica (anche verniciata).

Per ottenere la massima efficacia è molto importante applicarlo a veicolo asciutto, e lasciarlo agire per 5/10 minuti prima di strofinare l'area con una spugna pulita e umida e, laddove è difficile arrivare, con un pennello di opportune dimensioni. Altrettanto importante è poi l'eliminazione del prodotto, con un getto d'acqua corrente, prima che lo stesso si asciughi.

Sono molti i motociclisti che si affidano a prodotti come gli sgrassanti per uso domestico, il cui costo è molto inferiore rispetto ai prodotti specifici per auto e moto. Non nascondo di aver provato anch'io in passato l'efficacia di tali prodotti, e di non avere però ottenuto i risultati sperati, soprattutto per quanto riguarda la capacità di aggredire e sciogliere lo sporco ostinato. Inoltre, essendo tali prodotti formulati per altri impieghi, non è detto che un utilizzo ripetuto nel tempo non possa arrecare dei danni alle parti trattate.

3. LAVAGGIO - La seconda fase consiste invece nel lavaggio completo del veicolo, utilizzando la classica spugna marrone impregnata di acqua e shampoo specifico per la pulizia di auto e/o moto. Attualmente uso uno shampoo, a PH neutro, contenente tensioattivi, biodegradabile al 90%, con il quale mi trovo abbastanza bene...sono invece un pò scettico nei riguardi dei prodotti additivati con cere (mi riserbo tuttavia di provarli al più presto).

Alterno a questa procedura un risciacquo accurato con acqua corrente, il tutto per un paio di volte, quindi passo alla successiva fase di asciugatura.

4. ASCIUGATURA - Per una buona asciugatura utilizzo l'efficacissima pelle di daino. La immergo nell'acqua per farla ammorbidire e, dopo averla strizzata per eliminare l'acqua in eccesso, la passo sulle superfici bagnate, procedendo dall'alto verso il basso. Rifinisco "l'opera" con un panno in microfibra, e in pochi minuti la moto è più o meno asciutta, pronta per la fase successiva.

5. PULIZIA CATENA - Prima di procedere con la lubrificazione della catena, spendo un paio di minuti ad asciugarla con della carta assorbente da officina. Quindi procedo con la prima fase di sgrassamento, utilizzando del petrolio bianco che, oltre a rimuovere il lubrificante vecchio, agevola l'asciugatura dell'acqua residua presente sui piccoli componenti nascosti quali perni, bussole, rulli, o-ring ecc.. A questo punto sospendo l'operazione di pulizia per almeno 12 ore, in modo tale che la catena si asciughi completamente, e che l'acqua che si è depositata sulle parti nascoste della moto (sul motore soprattutto) evapori a temperatura ambiente.

6. INGRASSAGGIO CATENA E APPLICAZIONE CERA PROTETTIVA - Per la sesta ed ultima fase, è necessario che la moto sia ovviamente ben pulita e completamente asciutta. Per questo motivo la effettuo generalmente non prima che siano trascorse almeno 12 ore dalla fine del lavaggio. L'applicazione di una buona cera carnauba, sulle sovrastrutture del veicolo, serve a proteggere la vernice dai raggi UV e dalle sostanze acide contenute ad esempio nell'acqua piovana, inoltre conferisce alla stessa un aspetto più brillante.

Dopo aver utilizzato, per anni, prodotti in pasta, sono passato, con grande soddisfazione, a quelli spray che mi permettono di velocizzare molto l'operazione e di stendere la cera in modo più omogeneo. L'operazione consiste nello stendere il prodotto, asciugarlo rapidamente con della carta assorbente (o con un panno apposito) e lucidare con un panno pulito.

Il lavoro si conclude con la lubrificazione della catena di trasmissione a mezzo apposito prodotto, avendo cura di coprire l'area attorno al punto di applicazione per evitare schizzi indesiderati.

Bene, è il momento di salutarci, spero che questo articolo ti sia in qualche modo stato utile ! Se hai delle domande o dei suggerimenti scrivili pure, in basso trovi il modulo commenti.

Un saluto e...alla prossima ;-)

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