foto_moto_supersportiva_elettrica

Perfezione sta a noia come caldo sta a estate: è inutile girarci intorno, rispetto alle moto di una ventina d'anni fa, i modelli attuali mancano di carisma. Non mi riferisco alla loro estetica, ma al carattere, alla dose di "libidine" che riescono a generare in chi ci sta seduto sopra.

Silenziosità, erogazione estremamente regolare, risposta immediata del motore al comando del gas, assenza di odori, sensori e congegni elettronici ovunque: è l'identikit della moto moderna. E' stata una metamorfosi lenta ma continua, quella delle moto, ingenerata dalle severissime norme anti-inquinamento e dalla continua ricerca della perfezione. Una perfezione che fa da preludio a colei che sta già rivoluzionando il settore dell'automotive: la propulsione elettrica.

Seppur in forma (molto) ridotta rispetto ad altri paesi dell'Unione Europea, la mobilità ecosostenibile negli ultimi cinque anni ha iniziato a prendere piede anche in Italia. I motivi sono due, e li conosciamo bene purtroppo: crisi economica e inquinamento.

Fra bici, auto, scooter e, in forma molto ridotta, motociclette, il parco circolante di veicoli elettrici è aumentato, seppur modestamente, anche nelle strade del belpaese. A frenare la diffusione dei veicoli ecologici sono ancora i prezzi - più alti rispetto a quelli dei mezzi tradizionali -, i tempi di ricarica e l'assenza di adeguate infrastrutture. Su queste ultime ci sono però importanti novità: Enel ha infatti da poco annunciato di avere in programma l'installazione, su tutta la penisola, di 12/14 mila colonnine di ricarica elettrica da qui al 2021.

Mentre gli automobilisti cominciano a guardare con interesse le auto elettriche, lo stesso non si può dire per i motociclisti. Soprattutto per gli appassionati puri, ovvero per coloro i quali il più delle volte usano la moto per puro svago e divertimento. Sono i motociclisti della vecchia guardia, gli "aficionados" dell'endotermico, gli adepti del tubo benzina e del caro vecchio carburatore.

Loro storcono impulsivamente il naso quando qualcuno associa le due parole "motocicletta" e "elettrica", e in molti sostengono che un vero appassionato difficilmente farà entrare nel suo garage un prodotto "full green", in quanto freddo, assolutamente privo di carattere. Definirli "antiprogressisti" è forse un pò eccessivo, più appropriato è invece il termine "romantici"...ma ti prego di non prendermi per un "criticone", in quanto anche io, benchè affascinato dalla tecnologia, faccio parte di questa categoria. C'è anche da dire che l'Italiano medio è tradizionalista, e quando si tratta di abbandonare il vecchio per il nuovo, difficilmente lo fa senza scetticismo e remore. 

Intanto martedì scorso a Roma, è stata presentata la FIM Moto-e World Cup, ovvero la coppa del mondo riservata alle moto con propulsione elettrica. Si tratta di un monomarca, dunque tutti i partecipanti scenderanno in pista alla guida di motociclette con la stessa base tecnica. Un altro particolare interessante è, che ad aggiudicarsi l'appalto per la fornitura di queste ultime, è stata una azienda emiliana ! Dunque ancora una volta l'Italia è protagonista in un settore altamente tecnologico e innovativo come quello della mobilità ecosostenibile.

Così per la prima volta le telecamere delle TV internazionali porteranno le "green bike" in casa degli appassionati. Io onestamente non vedo l'ora di assistere alla prima gara di campionato - l'inizio è fissato per il 2019 - per scoprire come si destreggiano i bolidi a propulsione elettrica fra i cordoli di una pista.

Insomma alla luce di tutto ciò, penso che la strada sia ormai tracciata, anche perchè in futuro il motore endotermico sarà così vessato dalle leggi, che produrlo sarà anti-economico per i costruttori. Hai visto cosa ha provocato il passaggio all'euro 4 ? Le case hanno dovuto adottare catalizzatori più voluminosi, e aumentare le cilindrate dei loro modelli per ovviare al fisiologico calo prestazionale. Mi chiedo a cosa dovranno ricorrere quando entreranno in vigore le normative euro 5, 6, 7 e via dicendo.

Pur avendo vissuto il periodo del "due tempi", che ritengo ancora oggi il motore motociclistico per eccellenza, ovvero quello che più è in grado di rendere emozionante la guida di una moto, il passaggio all'elettrico non lo vedo come una cosa negativa per gli appassionati. Non sono un ingegnere, tuttavia amo la tecnica, e ho la consapevolezza che unendo la meccanica all'elettronica e all'informatica si può fare praticamente di tutto. Dunque non sarà un problema programmare una moto elettrica per essere emozionante come - e forse più - di una tradizionale, e dotare eventualmente la stessa di una "voce" coinvolgente e soprattutto avvertibile dai pedoni e dallo stesso pilota anche alle alte velocità.

In quanto alle prestazioni poi, le moto elettriche già adesso non hanno nulla da invidiare a quelle endotermiche, anzi, spesso e volentieri anche dei "normalissimi" modelli da passeggio vantano valori di coppia simili, se non superiori, a quelli delle attuali maxisportive.

Il motore a scoppio oltre ad essere ormai vecchio, è anche (estremamente) complicato e meno efficiente di quello elettrico. Hai idea di quante sono le parti in movimento al suo interno ? Albero motore, ingranaggi, catena di distribuzione, molle, valvole, assi a camme, pulegge, cuscinetti ecc: sono tutte parti soggette ad attriti e dunque ad usura e a possibili rotture.

Io sono fiducioso, e sicuro che dopo un periodo di adattamento, inizieremo ad apprezzare le caratteristiche della trazione elettrica. Del resto le cose bisogna provarle prima di giudicarle. E tu come la pensi ? Lascia un commento se ti va di farmelo sapere...

© RIPRODUZIONE RISERVATA