motore_a_scoppio_troppo_vecchio_pensioniamolo

Il motore a scoppio lascerà il posto al motore elettrico: a sostenere questa tesi sono in molti fra esperti di settore, giornalisti, ambientalisti, appassionati (me compreso), “nostradamus” e gente comune. Del resto non potrebbe essere altrimenti, visto il costo della benzina ed il rigore delle stringenti norme antinquinamento.

La strada tracciata è lunga, indubbiamente ripida, e il passaggio alla propulsione elettrica sarà comunque lento e graduale: si stima che nel 2030 il 14% del numero complessivo di auto vendute, sarà di tipo elettrico (fonte Boston Consulting Group).

In Europa è attualmente la Norvegia il paese con il più alto numero di auto “full green” immatricolate in un anno, ovvero il 39% sul totale dei veicoli venduti nel 2017. A frenare la diffusione delle vetture elettriche nei restanti paesi del nostro continente, è l'adeguamento infrastrutturale, che attenua le problematiche legate all'autonomia dei veicoli e ai tempi di ricarica delle batterie, fattori comunque in costante evoluzione.

Come la penso sulla trazione elettrica te l'ho già anticipato in questo articolo, dagli un'occhiata se non lo hai ancora fatto... ;-) Come avrai capito io sono favorevole e aperto a quella che si prospetta come una vera e propria rivoluzione della mobilità, peraltro attualmente mi trovo già a metà strada, avendo da poco acquistato un’auto ibrida e una bicicletta a pedalata assistita. Probabilmente te ne parlerò presto !

Sulle moto il passaggio lo vedo un pò più complicato, per una questione soprattutto di ingombri. Essendo questo tipo di veicolo molto più piccolo di un’auto, di spazio per lo stoccaggio delle batterie non è che ce ne sia tanto...e attualmente per avere un'autonomia paragonabile a quella di un veicolo con motore a combustione, ne occorre un bel pó. In questo giocherà un ruolo fondamentale l'evoluzione tecnica degli accumulatori e dei relativi caricabatterie, che sembra tuttavia procedere abbastanza bene.

Penso sia comunque doveroso mandare in pensione una macchina obsoleta e assolutamente inadeguata all’epoca che stiamo vivendo, com'è appunto il motore a scoppio (o endotermico). Tutte le volte che "allungo" le mani sul quattro cilindri in linea della mia Yamaha YZF-R6, per le consuete operazioni di manutenzione, mi rendo conto di quanto questo sia complicato e macchinoso.

motore bicilindrico quattro tempiIl numero di parti in movimento al suo interno è spropositato: albero motore, pistoni, bielle, alberi a camme, catene, valvole, ingranaggi, pulegge, molle, cuscinetti, pompe ecc. Tutto deve essere perfettamente sincronizzato, equilibrato e lubrificato affinché il motore funzioni bene e non si rompa, e questo lo rende tanto affascinante quanto fragile e poco efficiente rispetto al più semplice motore elettrico.

Il progresso tecnologico dei materiali e il perfezionamento dei processi di produzione hanno migliorato molto negli anni il motore a scoppio. Hanno permesso di ridurre gli attriti, di costruire componenti più resistenti e dunque di migliorare tutti i suoi aspetti critici, come appunto il rendimento, che si attesta intorno al 30% (contro il 90% del motore elettrico), l'affidabilità, i consumi e le emissioni.

E' vero che i motori delle auto e moto di ultima generazione, sono molto più efficienti di quelli di 20 anni fa, basti pensare che una maxi-sportiva da 1000cc di cilindrata, oggi è in grado di erogare oltre 50CV in più di un modello analogo di inizio secolo. Tuttavia il motore a scoppio - il quattro tempi in particolare - ha mantenuto pressocché inalterata la sua complessità, che evidentemente non può essere superata.

Nonostante l’elevata affidabilità raggiunta, la presenza delle numerose parti in movimento soggette ad attrito, e dunque a usura, impone una rigorosa manutenzione periodica (cambio olio, filtri, candele, registrazione del gioco valvole, cambio della catena di distribuzione ecc.), che incide sul portafogli in misura direttamente proporzionale all’età del veicolo.

In assenza di una adeguata manutenzione, possono verificarsi guasti e/o rotture piú o meno gravi e, quando ciò avviene, il costo delle riparazioni, fra pezzi di ricambio e manodopera, può rendere addirittura sconveniente l’intervento.

Insomma chi nasce tondo non muore mai quadrato, e considerato che il motore a scoppio ha la bellezza di 160 anni di onorato servizio sul groppone, penso che sia anche ora di mandarlo in pensione.

E tu come la pensi ? Fammelo sapere con un commento ;-)

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