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Ebbene si, anch’io sono stato un adepto di Holly e Benji e, come molti coetanei, mi sono avvicinato al calcio per esaltazione, sulla spinta delle celestiali imprese calcistiche che hanno reso celebre l’iconico manga giapponese.

Anch’io volevo essere un bravo centrocampista come Oliver Hutton, riuscire a smarcarmi da tutti gli avversari, fare le rovesciate, le scivolate, sfondare la rete con un tiro ecc…e così, pallone in mano, al termine di ogni puntata, andavo nel campetto sotto casa a sfogare i miei impeti fanciulleschi. Avevo sette anni !

Come sai, le mie attenzioni si sono poi spostate verso altre “fronti”, del resto il corredo cromosomico che ho ereditato dai miei genitori è assai carente di geni calcistici, ed è per questo che il Peppe “calciatore” non ha funzionato.

Non seguo dunque partite e campionati, né sono mai andato allo stadio di mia iniziativa, e quando qualcuno mi pone la domanda delle domande, ovvero “per quale squadra tifi ?” rispondo con un secco “non tifo”…e viro immediatamente sul motociclismo. A proposito…negli anni ho sviluppato un odio profondo per il tifo da stadio, o meglio…per il tifo violento, quello che trasforma gli stadi in campi di guerra, e che ha prodotto e, ahimè, continua a produrre risse e dunque feriti e morti.

UN TRIPUDIO DI EMOZIONI

Domenica sera ho visto la finale del Campionato Europeo 2020…già, perché quando scende in campo la nazionale, anch’io, che di calcio non ne so praticamente nulla, mi sento chiamato in causa. Sarà lo spirito patriottico, il senso di appartenenza alla nazione, unito alla consapevolezza che il calcio è lo sport più diffuso e dunque più importante del mondo…fatto sta che ero lì, di fronte alla TV a soffrire ed esultare per gli azzurri.

Mi sono arrabbiato quando ho sentito i tifosi inglesi fischiare l'inno di Mameli, ma ho goduto come un riccio nel vedere l’Italia riprendere in mano una partita iniziata male, e l’Inghilterra, che sembrava inizialmente su un altro livello, arrancare durante il secondo tempo. Ho riso a crepapelle quando Chiellini ha fermato Saka afferrandolo per il colletto; ho sofferto quando Chiesa ha subíto l’infortunio che lo ha messo fuori gioco nei supplementari; ho urlato ad ogni goal, ad ogni parata, l’ultima delle quali ha dato inizio ad un incontenibile turbinio di emozioni, corroborato dal bellissimo abbraccio fra Mancini e Vialli, dai festeggiamenti, coppa in mano, dei giocatori sotto la tribuna, quale omaggio ai 6000 tifosi presenti.

Mi sono emozionato nel vedere Florenzi prendere in mano la medaglia e urlare “guarda mamma, guarda qua”, capitan Chiellini sollevare la coppa al cielo sulle note di We Are The People di Martin Garrix, colonna sonora ufficiale dell'evento, e l'arco dello stadio di Wembley illuminato con il nostro fantastico tricolore.

Credo sia stata la partita più bella che abbia mai visto, anche se macchiata dal comportamento antisportivo e immaturo dei giocatori della nazionale di calcio inglese, i quali hanno dimostrato di non saper perdere sfilandosi la medaglia d’argento dal collo un istante dopo averla ricevuta, e non applaudendo i vincitori. Spero che qualcuno gli abbia fatto notare che la brutta figura, più che perdendo la partita, l’hanno fatta proprio in questo frangente…

Come al solito non sono mancati episodi di riprovevole violenza, come l’aggressione a calci, pugni e spintoni di alcuni tifosi italiani da parte degli hooligans, e gli insulti razzisti che gli stessi hanno rivolto a Rashford, Sancho e Saka, per aver sbagliato i rigori decisivi. Vergogna ! Spero che nessuno si sia fatto seriamente male, e che la polizia indaghi e punisca severamente i responsabili di questo inaccettabile, ennesimo, episodio di brutalità che avrebbe potuto rovinare tutto il bello di un evento he ha il sapore di rinascita.

Grazie Azzurri !

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